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Vino senza alcol per il puro piacere della bevanda senza gradazione

Il vino senza alcool è una bevanda senza alcol a base di mosto d’uva vinificato e successivamente dealcolizzato. A dealcolizzazione è un particolare processo che consente di estrarre l’alcol dalle bevande alcoliche, ivi compreso il vino. Esistono tre diversi modi di praticare la dealcolizzazione:

evaporazione

distillazione

osmosi – a condizioni di pressione e temperature adatte e delicate.

Se eseguita correttamente la dealcolizzazione non fa perdere al vino nessuna delle naturali proprietà organolettiche. É una pratica in uso ormai da diversi anni e con il tempo macchinari e strumentazioni utilizzate durante il processo sono notevolmente migliorate. É diventato un iter più semplice, veloce e soprattutto meno invasivo. Un processo che oggi riesce a colpire esclusivamente l’etanolo, lasciando inalterato sapore e profumo tipico del vino.

Vino senza alcol e Commissione Europea

Nel giugno del 2019 la Commissione Europea ha presentato la modifica del regolamento n°1308/2013. Il regolamento è quello relativo al “vino dealcolizzato” e del “vino parzialmente dealcolizzato”. Il primo presenta un tasso alcolometrico non superiore allo 0,5% vol, mentre il secondo ha un tasso compreso tra lo 0,5% e il 9%.

Se la proposta dovesse passare il vino senza alcol entrerebbe nel pacchetto PAC. In altre parole il vino dealcolizzato sarebbe inserito come prodotto nell’OCM, Organizzazione Comune di Mercato, ed diventando così a tutti gli effetti una nuova rotta da seguire per intercettare nuovi mercati e una nuova tipologia di consumatore.

Dealcolizzazione: cos’è

Ma il vino senza alcol non è certo una novità. É da oltre dieci anni che questo prodotto è in circolazione e la pratica della dealcolizzazione ha già fatto il giro del mondo. Esistono tre diverse pratiche con le quali è possibile praticare la dealcolizzazione: evaporazione, distillazione ed osmosi (a condizioni di pressione e temperature molto delicate).

Il processo è molto complesso e delicato, ma dura solo pochi minuti. Il rischio più grande durante tutto il processo è quello di danneggiare l’aroma del vino, guastandone di conseguenza il sapore e il profumo che lo caratterizzano. Se il procedimento di dealcolizzazione non è eseguito correttamente, le proprietà organolettiche del vino andranno perse.

La tecnica che oggi è applicata è il risultato di anni di esperienza, test e studi che hanno portato ad un sostanziale miglioramento degli strumenti utilizzati durante il processo. Oggi infatti servono molti meno invasi per ottenere un risultato ottimale, ma soprattutto, oggi è possibile colpire esclusivamente l’etanolo, senza andare ad intaccare il gusto e l’aroma del vino.

Non chiamatelo vino analcolico

Definire il vino senza alcol un vino analcolico è sbagliato. Il vino, come ad esempio un Rosato Veronese, piuttosto che un Valpolicella Ripasso, sono ottenuti dalla fermentazione delle uve. Il vino senza alcool invece è da definirsi come una bevanda senza alcol a base di mosto d’uva vinificato e successivamente dealcolizzato.

Il vino senza alcol ha un mercato in forte espansione, soprattutto all’estero e in particolar modo in Germania. La terra teutonica è difatti il paese dove sono consumati maggiormente vini a bassa gradazione alcolica, con una percentuale che sfiora il 35%. Chi si avvicina a questa “novità” di settore lo fa per riguardo nei confronti della salute, per stare attento ad una dieta sana ed equilibrato, oppure per non rischiare alcunché con i punti della patente.

Il .vino senza alcol ha molte meno calorie rispetto ad un vino alcolico. Studi recenti hanno infatti dimostrato che la quantità di calorie per 10 cl di vino, varia in modo considerevole all’aumentare della gradazione alcolica. A favore del vino senza alcol si è espressa anche la OIV, vale a dire l’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino. L’OIV ha normato la materia stabilendo che anche se il tenore alcolico di un vino è ridotto fino ad un massimo del 20%, è possibile comunque parlare ancora di vino.

Vino senza alcol: coltivazione e vendemmia

§Il miglior vino senza alcol che si può ottenere è quello la cui cura parte direttamente dalla vigna. Per produrre vini a bassa gradazione alcolica infatti, il lavoro deve iniziare sin dai campi e ogni fase della produzione deve essere meticolosamente curata.

A partire dall’attenzione alla maturazione delle uve e arrivando ad anticipare quanto più possibile parte della vendemmia. Raccogliere l’uva quando il contenuto zuccherino non è ancora ai massimi livelli, assicura un base di partenza ottimale per un prodotto finale senza paragoni. Esattamente quello che accade con Essenza, il vino senza alcol rosso della cantina dei Fratelli Vogadori, prodotto nella zona di Negrar (Valpolicella Classica e Storica), affinato per ben sei mesi in botti di rovere francese.

Si tratta di un vino fruttato con sentori di ciliegia, amarena, prugna e frutta matura. Morbido e fresco e dalla persistenza buona, si abbina facilmente con tutto: carni formaggi o pasta.

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