Valpolicella Classico: Fresco, fruttato e minerale

Vino di colore rosso rubino, dal profumo vinoso, caratteristico, gradevole e delicato. Il sapore è asciutto, di buon corpo, sapido e armonico. Si accompagna bene a tutti i primi e secondi piatti in genere. Ottimo con carni bianche e formaggi freschi.

 

Il vino rosso Valpolicella Classico è un DOC (denominazione di origine controllata) prodotto esclusivamente nella zona della Valpolicella. La fascia pedemontana che corre dai monti Lessini fino quasi al confine con la provincia di Vicenza e che abbraccia alcuni tra i comuni più belli ed importanti della zona.

Vegetazione, clima e fattori fisici e biologici determinano un ambiente dalle caratteristiche ineguagliabili e, di conseguenza, alla coltivazione di vitigni autoctoni molto particolari e di un vino pregiato e rinomato. I Monti Lessini, che si trovano a nord rispetto alla Valpolicella, fungono da scudo protettivo alle valli. A sud il Lago di Garda e l’esposizione dei terreni, sono determinanti per un clima mite, poco piovoso.

Consapevoli di queste determinate caratteristiche climatiche e pedologiche, gli abitanti di questa zona hanno, sin dall’antichità, coltivato uvaggi e prodotto un vino di qualità. L’abilità nel creare diversi prodotti partendo dagli stessi uvaggi è quindi riconosciuta e apprezzata sin dai tempi antichi. Prodotti enologici diversi partendo da medesimi vitigni o assemblaggi. I metodi di vinificazione sono ancora per lo più quelli tradizionali e danno vita a vini freschi, passiti, oppure nel caso ad esempio del Recioto della Valpolicella, ad entrambi.

Valpolicella Classico: zone di produzione

La zona di produzione dei vini della Valpolicella è piuttosto ampia. La sua suddivisione è regolamentata dalla disciplinare di produzione che la divide in tre diverse parti:

  1. zona classica
  2. Valpantena
  3. zona DOC Valpolicella

La zona classica comprende i comuni di Sant’Ambrogio di Valpolicella e San Pietro in Cariano oltre alle tre vallate di Fumane, Marano e Negrar e rappresenta il territorio più antico di produzione.

Quella della Valpantena invece è relativa all’omonima vallata. Infine l’ultima zona, quella DOC Valpolicella, è identificata nei comuni delle valli di Illasi, Tramigna e Mezzane.

La disciplinare di produzione, all’articolo 2 specifica che un vino può essere considerato DOC Valpolicella se:

Valpolicella” è designabile con i riferimenti “Classico” e “Valpantena”

Valpolicella Superiore” si riferisce ad un contenuto maggiore di alcol rispetto a quanto richiesto nel disciplinare del vino normale.

Uvaggi

É sempre la disciplinare di produzione a stabilire la varietà degli uvaggi con i quali produrre i vini della Valpolicella. Le uve devono rispondere a determinate caratteristiche e composizione ampelografica (caratteri diagnostici più importanti di un vitigno quali, ad esempio, germogli, foglie, grappoli, ecc…).

La disciplinare infatti stabilisce che gli uvaggi da utilizzare devono essere:

Corvina Veronese (Cruina o Corvina) dal 45% al 95%

Corvinone, ammesso in una percentuale massima del 50% in sostituzione di una pari percentuale di Corvina;

Rondinella dal 5 % al 30 %.

Sempre l’articolo 2 del disciplinare di produzione cita inoltre:

“Possono concorrere alla produzione di detti vini, fino ad un massimo del 25% totale le uve

provenienti dai vitigni:

– a bacca rossa non aromatici, ammessi alla coltivazione per la provincia di Verona di cui al

Registro nazionale delle varietà di viti approvato con DM 7 maggio 2004 (GU n. 242 del 14 ottobre

2004) e successivi aggiornamenti (allegato 1), nella misura massima del 15%, con un limite

massimo del 10% per ogni singolo vitigno utilizzato;

– classificati autoctoni italiani ai sensi della legge n. 82/06, art. 2, a bacca rossa, ammessi alla

coltivazione per la Provincia di Verona di cui al Registro nazionale delle varietà di viti approvato

2

con DM 7 maggio 2004 (GU n. 242 del 14 ottobre 2004) e successivi aggiornamenti (allegato 1),

per il rimanente quantitativo del 10% totale”.

Valpolicella Classico: la produzione

Le uve del Valpolicella Classico sono fatte appassire circa un mese in apposite cassette di legno. Durante questo periodo acquisiscono proprietà che renderanno il vino più strutturato e gustoso.

La fermentazione invece è fatta dentro appositi contenitori di acciaio, seguendo il metodo naturale, all’interno di un locale dedicato con temperatura controllata.

Durante la fermentazione, sulla superficie del mosto, si crea uno strato abbastanza spesso di bucce di acini. Queste sono fatte risalire dall’anidride carbonica prodotta dai lieviti, che le spinge verso la superficie. Questo strato è chiamato “cappello”ed è importante e necessario che venga spezzato e rivoltato più volte durante la stessa giornata. È difatti quello che accade nella vinificazione del Valpolicella Classico. Durante tutto il periodo della fermentazione alcolica, il cappello è spezzato più volte, in modo tale da rimescolare mosto e vinacce.

Caratteristiche organolettiche

Il Valpolicella Classico si presenta come un vino dal colore rosso granato carico, dal profumo tipico, con una pregevole speziatura e netti richiami al fruttato. In bocca è equilibrato, non sapido e dal giusto grado di acidità, asciutto e piacevole nel medio palato.

È molto persistente. É servito molto bene ai piatti a base di carne bianche, formaggi secchi o stagionati. É gradevole anche in abbinamento con piatti di carne rossa, agli stufati e alle grigliate. É un prodotto molto versatile adatto a quasi tutte le occasioni.

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1 recensione per Valpolicella Classico

  1. Thomas Simocelli

    Fruttato, minerale. Davvero piacevole!

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