Vino da meditazione: momenti di puro piacere e profondo relax

Vino da meditazione, cerchiamo di capirne il significato e come sceglierlo. Cosa si indica con il termine vino da meditazione? Al momento di acquistare una bottiglia di vino, si pensa spesso all’abbinamento con un piatto o con un menù particolare. Ma se si vuole degustare un calice di vino solo per il piacere di farlo, come scegliere il vino più adatto?

Per queste occasioni, per una serata conviviale o per il dopo pasto, esistono vini da meditazione. Il termine vino da meditazione indica quei vini strutturati che non necessitano di un abbinamento con piatti e pietanze e si possono quindi gustare anche da soli. Utilizzata per la prima volta dal famoso giornalista ed enologo Luigi Veronelli, tale definizione abbraccia diverse tipologie di vino, dai passiti dolci, ai rossi corposi, ai vini liquorosi. Si tratta di vini invecchiati a lungo, intensi e strutturati, ma spesso snobbati, a cui il giornalista cercò di dare maggior risalto.

Vino da meditazioneVino da Meditazione: caratteristiche e specifiche

Ideali da sorseggiare con calma, il vino da meditazione si contraddistingue per il sapore e il profumo intenso, ma prevalentemente dolce. Questa caratteristica arriva principalmente dall’appassimento forzato a cui sono sottoposte le uve. Per un determinato periodo di tempo, il grappolo è lasciato in una cassetta di legno con un’umidità che si aggira intorno al 60% e a una temperatura di 30°C circa. In questo modo, inizia a formarsi la muffa che trasforma poi gli zuccheri presenti negli acini e asciuga l’acqua. Conseguenza di questa procedura è una gradazione alcolica più elevata rispetto ai vini da tavola.

I vini da meditazione hanno un’intensità e una storia che li rende generalmente difficili da collocare in un pasto. Anche perché per poterne apprezzare appieno le caratteristiche e le sfumature, devono essere sorseggiati con calma. Si tratta di vini per lo più dolci, vellutati e zuccherini, con un grado alcolico elevato e caldi all’assaggio. Nonostante si prestino meglio alla degustazione fuori dai pasti, questo non significa che l’abbinamento vino cibo con loro risulti impossibile.

I passiti, ad esempio, si sposano bene con dolci a base di pasta di mandorle o a biscotti come i cantucci. In generale, si accompagnano con un cioccolato particolare, ma è possibile anche l’accoppiata vino e formaggio erborinato o stagionato. Un buon meditation wine rosso, come il vino Chinato da meditazione, è spesso adatto anche in abbinamento con il foie gras.

Degustare il vino da meditazione

Per degustare il vino da meditazione è necessario avere gli strumenti giusti e quindi dotarsi dei giusti calici. La forma e il materiale del bicchiere possono fare la differenza nell’esaltare il colore, il profumo e le caratteristiche organolettiche del vino. Il vetro sottile o cristallo è indubbiamente il miglior materiale dei bicchieri per vino da meditazione.  Trasparenti, lisci, con stelo lungo e da lavare rigorosamente a mano con acqua calda.

I modelli di calice più indicati sono:

  • grand ballon, per vini strutturati e da lungo invecchiamento;
  • sauternes, perfetto per vini da meditazione e vini dolci;
  • tulipano piccolo, per passiti e vini dolci.

Per degustare il vino da meditazione, si può riempire il calice fino a un terzo della sua capacità per bicchieri piccoli e fino a un quarto per bicchieri più grandi. Infine, anche l’ambiente in cui avviene la degustazione è importante.

L’ambiente ideale per degustare un vino da meditazione è un luogo immerso nella quiete, dove è possibile prendersi una pausa di raccoglimento per godere anche delle caratteristiche più nascoste. Meglio quindi dedicarsi a questa attività la sera, dopo cena, in un ambiente calmo e rilassante.

Vino da Meditazione: Amarone della Valpolicella

Amarone vino da meditazione? L’Amarone della Valpolicella classico è un vino complesso, vellutato, elegante e caratterizzato da un colore rosso rubino carico, dai riflessi granati. Prodotto a partire da uve appassite di Negrara, Corvina e Rondinella, il vino da meditazione Amarone si abbina bene a piatti di carne, selvaggina, brasati e formaggi stagionati.

Per la sua produzione, le uve sono raccolte manualmente in cassette verso inizio settembre e sono poi lasciate riposare per mesi, fino a gennaio/febbraio per permettere all’acqua degli acini di evaporare. Questo calo di peso gli conferisce quella grande concentrazione che permette all’Amarone di conservarsi per più di vent’anni. Ottime alternative all’Amarone classico come vino da meditazione, sono l’Amarone Grazie e il Raffaello.

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