Garganega: un rinomato vitigno a bacca bianca

Il vitigno Garganega è il più importante vitigno a bacca bianca delle province di Verona e Vicenza, trovando il suo territorio ideale nelle zone di Soave e Gambellara. L’uva garganega ha un’ampia gamma di profumi e note minerali conferite dalla natura vulcanica del terreno. Con il vitigno Garganega si producono diverse varietà di vino bianco superiore ottimi per accompagnare piatti e dessert, come ad esempio vini passiti e dolci.

Garganega Garganega: ampelografia e caratteristiche generali

Tra i profumi che contraddistinguono la garganega prevalgono la mandorla e i fiori bianchi. Di seguito l’ampelografia delle uve garganega, chiamate anche Garganega di Gambellara, Ora o D’oro, o Grecanico:

  • foglia media o grande, pentalobata, pentagonale;
  • grappolo grande, cilindrico-piramidale;
  • acino sferico di grandezza media;
  • buccia sottile ma dura, di colore giallo dorato, tendente al rosa quando matura.

I tempi di maturazione sono lunghi, infatti si completa tardivamente verso fine settembre, mentre la raccolta avviene tra il mese di settembre e quello di ottobre. La produttività di questi vitigni è alta e mantiene una certa costanza.
Sono inoltre resistenti alla gran parte delle malattie crittogamiche, motivo per cui la sua coltivazione continua da centinaia di anni.
Nelle sue zone d’elezione, il Garganega è coltivato con il sistema storico della pergola veronese.

Per quanto riguarda invece, le caratteristiche del vino garganega, si tratta di un vino superiore da tavola, che risulta asciutto, armonico e vellutato, ma al contempo lievemente amarognolo. Non presenta un’acidità preponderante, ma un certo equilibrio di zuccheri ed estratti.

Uve Garganega: un po’ di storia

Il primo nella storia a menzionare il Garganega vino è De Crescenzi già nel 1495, collocandolo nella zona tra il bolognese e il padovano.
In seguito, sia Acerbi nel 1825 che Molon agli inizi del 900 parlano del vitigno coltivato tra Veronese e Vicentino. Nel corso degli anni, grazie all’ottenimento delle denominazioni DOC, il Garganega è all’origine di vini dalle gamme olfattive ottime, con un intenso odore di frutti bianchi, ma anche esotici, come l’ananas, che gli conferiscono corpo.

Altre note profumate che è possibile rintracciare nelle migliori vinificazioni sono quelle dell’acacia e del sambuco, oltre al profumo degli agrumi. Un vino unico nel suo genere. Registrato nel Catalogo nazionale varietà di vite dal 1970, il Garganega è a mani basse il vitigno più conosciuto e più importante della zona che si estende tra Verona e Vicenza, dominando le colline DOC Soave e Gambellara.

Queste zone sono i territori che per eccellenza permettono alla Garganega uva di esprimersi appieno sia nei vini dolci e secchi. Entrambe le zone di Soave e Gambellara sono caratterizzate da un terreno di origine vulcanica, ricco di tufo, rocce basaltiche e inclusioni calcaree. In particolare, la zona di Gambellara gode anche di un irraggiamento favorevole con pendii collinari abbastanza ripidi, ambiente ottimale per la produzione di vini bianchi di altissima qualità.

Vino Garganega: Passito Veneto – degustazione e peculiarità

L’uva Garganega non ha una spiccata aromaticità, ma un bouquet di profumi con una preponderanza di mandorla e fiori bianchi, e un equilibrio tra estratti e zuccheri. Queste peculiarità la rendono adatta a diversi tipi di vino, dai secchi fermi ai vini dolci. Infatti, il vitigno Garganega è vendemmiato prima del tempo e poi lasciato appassire su graticci fino all’inverno, e vinificato dolce. Può venir spumantizzato, ma anche vinificato come passito, come il Recioto Della Valpolicella e il Passito Veneto di Garganega.

Prodotto con uva Garganega passita per 4 mesi, il Passito Veneto di Garganega è un vino bianco che ben si sposa con i dolci. Alla vista ha un colore giallo dorato con riflessi ambrati. All’olfatto, presenta un profumo intenso di fiori freschi e frutta matura con un accenno di vaniglia. Al palato è caldo e avvolgente, ha un gusto pieno ma vellutato, con un persistente sapore di vaniglia e mandorla. La zona di produzione di questo vino è il Negrar, nella Valpolicella classica. La vinificazione avviene tramite la fermentazione in contenitori di acciaio in un locale a temperatura controllata.

Grazie alla nota dolce ma composta, l’accompagnamento  ideale per questo vino da dessert di notevole carattere, sono i dolci secchi e i biscotti.
Si può apprezzare anche da solo, come vino da meditazione in compagnia di amici e servito tra i 13° e 16°C.

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