Tappo a vite: dalle origini ai giorni nostri

Il tappo a vite riveste un ruolo da protagonista nella storia secolare dell’enologia. Fin dall’antichità, le prime forme primitive di tappo in sughero venivano già utilizzate per sigillare giare e contenitori contenenti vino.

 

Nel corso dei secoli, man mano che l’industria vinicola si sviluppava e commercializzava i propri prodotti su larga scala, si è perfezionata anche la tecnologia dei tappi, fino ad arrivare alla versione “a vite” che conosciamo oggi.

 

Rispetto ad altri sistemi di chiusura, il tappo a vite presenta indubbie caratteristiche di praticità ed efficacia che lo hanno reso e renderanno sempre lo strumento per eccellenza nel mondo del vino. La perfetta tenuta contro aria, luce e agenti esterni, unita alla facilità di apertura e al prezzo contenuto, ne hanno decretato l’uso diffusissimo.

 

Ancora oggi rappresenta la soluzione preferita dalla grandissima maggioranza dei produttori in tutto il mondo, grazie alla sua capacità di conservare intatte le qualità organolettiche del vino nel tempo, elemento fondamentale per il successo commerciale. A ragione il tappo a vite può definirsi una colonna portante dell’intero comparto enologico.

Tappo a vite: un breve excursus sulle sue origini

Il tappo a vino ha origini lontane che affondano nella storia dell’uomo. I primi ritrovamenti di alcuni precursori del moderno tappo risalgono all’antico Egitto, dove venivano utilizzati tappi di sughero per preservare le spiruline e altri alimenti. Anche i Romani fecero largo uso di tappi per sigillare daziari contenenti il pregiato nettare di Bacco.

 

Nei secoli successivi si persero le tracce di questa tecnologia, forse anche a causa del declino dell’Impero. Solo con la rinascita del commercio in Europa, alla fine del Medioevo, si riaccese l’interesse per produrre tappi sempre più affidabili e durevoli, utilizzando il leggero e poroso sughero delle querce da sughero del bacino del Mediterraneo.

 

Nel corso dell’800, le moderne tecniche di estrazione e lavorazione del sughero portarono lo sviluppo di tappi per vino dalle prestazioni sempre più elevate, adatti a sigillare e preservare le qualità organolettiche di ogni prodotto enologico. L’avvento dell’industrializzazione applicata alla filiera del sughero permise poi di razionalizzare i processi produttivi e di standardizzare dimensioni e qualità dei tappi.

 

Oggi il tappo per vino rappresenta ancora un accessorio indispensabile apprezzato dagli enoappassionati di tutto il mondo, capace di coniugare tradizione, eccellenza artigianale e innovazione nella conservazione di questa antica bevanda. I moderni tappi sono sottoposti a rigide selezioni per garantire i massimi standard qualitativi, come bassi contenuti di TCA e TBA per preservare aroma e colore dei vini nel tempo. Sono inoltre studiati sistemi di chiusura sempre più resistenti che assicurino una buona tenuta anche a seguito di sbalzi termici, vibrazioni e variazioni di pressione durante il trasporto e lo stoccaggio.

 

La ricerca contemporanea ha permesso anche di beneficiare di soluzioni ecocompatibili, come tappi ottenuti da sughero riciclato o materiali alternativi di origine naturale, per ridurre l’impatto ambientale senza compromettere qualità e shelf life dei contenuti.


Tappi a vite: le caratteristiche tecniche

Il tappo a vite rappresenta la soluzione ottimale per sigillare le bottiglie vino, preservandone nel tempo le qualità organolettiche. Realizzato in sughero naturale, è lavorato con precisione per conferirgli performance elevate.

 

Le forniture di tappi provengono unicamente da querce da sughero selezionate, certificate per l’assenza di contaminanti. Il sughero è raffinato attraverso un trattamento di lavaggio e disinfezione, per eliminare impurità e corpi estranei.

 

Grazie a un’accurata fase di taglio, il tappo assume la dimensione standardizzata per ogni tipologia di bottiglie vino. Una successiva compressione meccanica ne ottimizza la densità, rendendolo stabile e idrorepellente. Il risultato è un tappo dalle perfette caratteristiche tecniche: porosità controllata che consente la micro-ossigenazione del contenuto, resistenza ai molteplici agenti esterni, tenuta stagna della bottiglia nel tempo.

 

Il tappo a vite, quindi, garantisce un’efficace chiusura delle bottiglie vino attraverso un processo produttivo certificato e sostenibile, che ne esalta le intrinseche proprietà fisiche e sensoriali del nettare in esso custodito.

Tappo a vite vino: la sua importanza per l’industria enologica

Il tappo a vite riveste un’importanza primaria per l’intera filiera del vino. Grazie alla perfetta tenuta che garantisce protezione alle bottiglie da agenti esterni preservandone inalterati caratteristiche e proprietà organolettiche nel tempo.

 

Ciò si rivela fondamentale per tutelare l’investimento enologico di cantine e produttori, oltre al valore del prodotto una volta giunto al consumatore. Il tappo a vite evita efficacemente i processi d’ossidazione, enzimatici o microbici che potrebbero compromettere le qualità sensorie di un nettare come l’Amarone della Valpolicella, ad esempio. Sui vini DOCG come l’Amarone non è possibile usare il tappo a vite.

 

La sua ampia disponibilità in commercio e la facilità d’uso lo rendono inoltre compatibile con diversi canali distributivi e un’apertura semplice e sicura a casa del wine lover. L’industria del tappo ha saputo ottimizzare materiali e modalità produttive rendendolo rispettoso dell’ambiente.

 

Tutto ciò contribuisce in maniera determinante alla crescita e valorizzazione dell’enologia mondiale. Non stupisce quindi l’ampio impiego del tappo a vite nel settore nonostante le tecniche di chiusura alternative.

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