Imbottigliamento del vino

Imbottigliamento del vino: come fare passo per passo

Damigiana in vetro per acquisto vino sfuso
Damigiana in vetro

Imbottigliamento del vino: un vero e proprio momento rituale che, anno dopo anno, viene tramandato con passione. Una tradizione fatta di gesti, profumi e colori del nostro territorio che dai vigneti coltivati dai nostri nonni, è arrivata fino ad oggi: con lo stesso amore.

Ma l’imbottigliamento del vino è anche un passaggio cruciale: è da questo infatti che ne dipende la conservazione. E, ovviamente, il prodotto che metteremo in tavola. Ma niente paura: seguendo i giusti accorgimenti, anche i più inesperti potranno ottenere un vino eccezionale.

Vediamo dunque come fare.

Imbottigliamento del vino: cosa fare prima, durante e dopo

Se parliamo di imbottigliamento del vino, innanzitutto occorre il vino. Se non ne avete uno di vostra produzione, potete acquistare lo sfuso.

Vino sfuso in damigiana
Vino sfuso in damigiana

Andare in cantina, scegliere il vino e tornare a casa per travasarlo nelle bottiglie: per molte famiglie, la tradizione dell’imbottigliamento cominciava proprio così. Allo stesso modo, oggi puoi trovare lo sfuso nella nostra cantina: dai vini per tutti i giorni a quelli da abbinare a selvaggina, carni rosse e formaggi. Vi ricordiamo che per l’acquisto dello sfuso è importante portare i contenitori: vanno bene damigiana, canestro, dama, purché il loro volume sia di almeno 5 litri.

Una volta scelto il nostro vino preferito, si passa alla fase successiva: l’imbottigliamento.

Occorrerà però essere attenti a due elementi: il momento in cui procedere con l’imbottigliamento del vino e la preparazione delle bottiglie.

Ma andiamo con ordine.

La prima domanda da porsi è: quando travasare nelle bottiglie? I mesi consigliati sono marzo, o comunque l’inizio della primavera, e il periodo di fine estate agosto/settembre; tutto senza dimenticare la luna. Nello specifico:

  • Marzo per un vino giovane che consumeremo nel corso dell’anno
  • Fine agosto/settembre per ottenere un vino maturo che lasceremo a invecchiare per lunghi periodi. I vini strutturati con gradazione di alcol importante possono essere imbottigliati praticamente in qualsiasi mese.

Inoltre, altro fattore da non trascurare nell’imbottigliamento casalingo è il clima: si raccomandano giorni non piovosi e con un clima mite.

Riempitrice
Riempitrice vino

Infine, un altro elemento di cui tenere conto: la luna. Le fasi lunari infatti, influenzerebbero la struttura del vino: siamo più nel campo della credenza che in quello scientifico, ma l’imbottigliamento del vino non era forse anche tradizione? E allora, per rimanere in contatto con la cultura della civiltà contadina, la luna è imprescindibile.

In particolare:

  • Luna nuova: imbottigliamento del vino assolutamente sconsigliato
  • Primo quarto di luna (gobba a ponente): luna ideale per avere vini più frizzanti
  • Luna piena: adatta per qualsiasi vino si voglia ottenere
  • Ultimo quarto di luna (gobba a levante): luna perfetta per i vini dolci e da invecchiamento

Ad ogni modo, è importante non lasciare lo sfuso nei contenitori per troppi giorni: il vino  infatti, potrebbe cambiare gusto. Vi consigliamo perciò di informarvi in merito, chiedendo in cantina quanti giorni il vostro sfuso può rimanere in damigiana.

A questo punto, dopo il quando, rimane una seconda domanda da porsi: come si effettua l’imbottigliamento del vino?

Per prima cosa, munendosi di una cannula da travaso o di una riempitrice come quella in foto. Poi ponendo il contenitore col vino più alto rispetto al ripiano su cui poggiano le bottiglie. Infine, armandovi di pazienza e aspettando che il vino riempia le bottiglie fino all’inizio del collo: è sempre meglio non riempire fino al tappo, dato che il vino potrebbe aumentare di volume.

Concluso l’imbottigliamento del vino, le bottiglie potranno essere riposte in verticale per almeno 48 ore per lasciare il tempo al tappo di dilatarsi e poi possono essere poste anche in orizzontale.

Tappi e bottiglie: come sceglierli

Tappi in sughero e sintetici
Tappi in sughero naturale e sintetici

Abbiamo parlato di imbottigliamento del vino, ma non abbiamo ancora affrontato il dicorso bottiglie e tappi. Quali scegliere?

Per quanto riguarda le bottiglie, non vi è una regola da seguire. È invece importante la loro pulizia e asciugatura: questo sia nel caso si stiano riusando bottiglie che già avevamo, sia che le abbiamo comprate nuove.

Le bottiglie infatti, vanno lavate con acqua calda: nessun solvente o detergente chimico, al massimo bicarbonato per togliere eventuali incrostazioni. Oppure possiamo aiutarci con l’apposito scovolino a mano e, ovviamente, il lavabottiglie automatico. A proposito: stesso accorgimento per la cannula da travaso e la tappatrice: acqua calda.

Per asciugare le bottiglie invece, basta porle a testa in giù. Prima di procedere al travaso però, occorre un ulteriore lavaggio: si può sanificare con l’avvinatore, o effettuare un breve lavaggio con lo stesso vino.

Siamo all’ultimo passaggio: i tappi.  Non tutti i tappi sono uguali e  non si possono riutilizzare: che siano di sughero o no, vanno acquistati nuovi per garantire una perfetta chiusura ermetica. Insomma, il vino non deve “sfiatare” altrimenti si ossida e si rovina. Per i vini giovani e freschi consigliamo i tappi sintetici mentre per i vini strutturati consigliamo i tappi in sughero in modo da permettere un affinamento in bottiglia.

Per chiudere le bottiglie poi, esiste la macchina tappatrice. Del resto, sigillare in maniera ermetica un tappo da soli, è impossibile.

Tappatrice manuale
Tappatrice manuale

Allora, hai deciso di procedere con l’imbottigliamento del vino? Da noi, alla cantina Vogadori, trovi tutti gli sfusi di cui hai bisogno.

Ma se vuoi visitare la nostra splendida Valpolicella, la nostra cantina è aperta tutto l’anno: ti aspettano i pregiati Amarone e il Recioto. Vieni a trovarci e scopri i nostri vini!

4 pensieri su “Imbottigliamento del vino

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