Corvina: prestigioso vitigno a bacca nera autoctono di Verona

La Corvina è un vitigno a bacca nera, autoctono del territorio di Verona. Il colore della buccia degli acini (cioè delle bacche) è uno dei parametri utilizzati nella classificazione dei vitigni. In Italia, su oltre 500 varietà, circa 300 sono a bacca nera. Una di queste, una delle più prestigiose, è appunto la Corvina Veronese.

Questa particolare uva è utilizzata come base per i più grandi rossi della Valpolicella, tra cui anche il famoso Amarone della Valpolicella. Nella composizione degli uvaggi può essere presente nella misura compresa tra il 45% e il 95%.

Vengono inoltre realizzati dei vini in purezza, vale a dire usando esclusivamente uva Corvina, come ad esempio il Corvina Veronese della cantina dei fratelli Vogadori. Un vino morbido, strutturato e fruttato, risultato da una selezione manuale delle uve Corvina migliori lasciate a riposare e ad appassire per trenta giorni in apposite cassette.

Dopo questo primo periodo, le uve passano alla fase della fermentazione dentro specifiche vasche in acciaio. Il corvina Veronese non prevede alcun affinamento dentro botti di rovere. In questo modo si ottiene un vino fruttato e minerale, con una gradazione alcolica contenuta ai 14 gradi.

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corvina veronese

Corvina: le caratteristiche più importanti del vitigno

Il vitigno Corvina presenta un’uva a germogliamento tardivo, mentre la maturazione è medio tardiva. Il grappolo ha dimensioni medie, compatto e a forma piramidale. Gli acini presentano un’elevata pruinosità. La pruina è una sostanza cerosa che ricopre i frutti e le foglie di molte piante. É prodotta dall’epidermide stessa della pianta che la secerne come scudo protettivo per la superficie più esterna di bacche, foglie e frutti.

La pruina è quindi una sorta di scudo protettivo che la pianta innalza naturalmente per proteggersi dai dannosi raggi ultravioletti e per impedire una dannosa disidratazione. Ne sono particolarmente dotate la buccia degli acini d’uva, nonché molte piante grasse. Un’altra uva ricca di pruina è la famosa Molinara, un altro vitigno autoctono del territorio Veronese (della Valpolicella in particolare) dal quale si ricava il famoso Rosato Veronese.

Gli acini del Corvina Veronese hanno una buccia spessa e un colore blu-violetto molto intenso. La vita ha una vigoria molto buona e una produzione costante. La forma di allevamento migliore per questo vitigno è senza dubbio la pergola veronese. Esistono diverse varianti di pergole per la coltivazione dell’uva: semplice, doppia, trentina, romagnola ed infine la pergola veronese.

La pergola veronese presenta dei pali di testata robusti e resistenti, una serie di fili che permettono alla pianta di appoggiarsi e di essere sostenuta e infine alcuni pali intermedi per impedire che la struttura si danneggi a causa del carico che deve sopportare. I tralci di vite Corvina sono appoggiati sui fili con un angolo maggiore di 90° rispetto al suolo. Durante la potatura è previsto che alcuni tralci, almeno 4 da 10-15 gemme, sono lasciati sulla pianta.

La pergola veronese è quindi la formula migliore per l’allevamento del Corvina in quanto consente il rinnovo del tralcio annuale e una potatura lunga. L’uva Corvina è raccolta, solitamente, da settembre ad ottobre. É un’uva perfetta per l’appassimento.

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Corvina: allevamento, raccolta e produzione

Come abbiamo visto l’uva Corvina è usata come base per moltissimi corposi rossi prodotti nella zona della Valpolicella, primo fra tutti il rinomato Amarone della Valpolicella. Si tratta però di un’uva che può generare anche un vino in purezza, 100% Corvina. É solo in questa forma che è possibile apprezzare appieno le qualità organolettiche di questo prodotto. Colore, profumo e corpo trovano la loro massima espressione nella produzione in purezza.

La raccolta avviene solitamente da settembre ad ottobre. L’uva è lasciata appassire e riposare per circa 30 giorni dentro delle apposite cassette. A seguire è sottoposta ad una pigiatura e ad una lenta fermentazione naturale dentro delle vasche d’acciaio. La svinatura avviene dopo 25 giorni e successivamente è lasciata di nuovo riposare nelle vasche d’acciaio per altri 30 giorni. Si tratta di un processo lungo, lento e naturale che si conclude con l’affinamento dentro botti di legno di rovere francese.

Il risultato è un vino dal colore rosso rubino, intenso, corposo, profumato e ricco di sapori. Il profumo richiama note di frutta rossa, come l’amarena, la ciliegia e note speziate di incenso e pepe. Le note fruttate sono equilibrate da quelle dell’appassimento e dell’affinamento in rovere.

Anche il Corvina Veronese si abbina meglio ad alcune pietanze, piuttosto che altre. Essendo un vino corposo e fruttato fa risaltare i piatti a base di cacciagione, la carne grigliata e stufata ed è ottimo da servire assieme a molti formaggi stagionati, come ad esempio il parmigiano reggiano, il grana padano o il Monte veronese Stagionato.